Accompagnare il gruppo catechisti

Si è concluso a metà novembre il primo anno di formazione specifica per i 18 «Coordinatori dei catechisti» che hanno ricevuto dal Vescovo il mandato diocesano nel settembre scorso. Mentre questo gruppo affiatato si appresta ad iniziare il secondo anno, l’Ufficio catechistico rilancia la proposta e invita ogni Parrocchia/UP a considerare l’opportunità di inviare una o più persone per il nuovo percorso formativo che inizierà a marzo.

 

Da dove nasce?

Non c’è parrocchia che non sia “affezionata” alla catechesi dei bambini e dei ragazzi. Il percorso del “catechismo” rappresenta uno dei volti più noti e frequentati delle nostre comunità, e – pur trovandosi ad affrontare carenza di catechisti e importanti cambiamenti del contesto sociale – esso rimane un “punto fermo”, segno concreto di una comunità che desidera continuare ad annunciare il Vangelo. Anche nel laborioso processo delle Unità pastorali, mentre diversi settori pastorali confluiscono spesso in un’unica realtà organica, la catechesi tende a tener viva la presenza in tutte le parrocchie, certamente per il grande numero di persone che la frequentano ma anche per custodire una capillarità sul territorio che può rendere la Buona Notizia accessibile a tutti.

Affluenza di tanti, trasformazioni sociali, mancanza di tempo, Unità pastorali, rilancio dell’evangelizzazione, …sono tutti ingredienti che costruiscono una complessità dell’azione educativa della Chiesa che, lungi dal farci ricorrere a “ricette” semplificatrici, invita a un lavoro strategico e costante nel tempo. Non è possibile chiedere singolarmente ai catechisti di farsi carico di una varietà di questioni come questo elenco fa intravvedere; sono ormai decenni che il Magistero invita a considerare la catechesi come “affare di comunità”, ma mai come oggi diventa più evidente che solo un lavoro di squadra può permettere alla proposta parrocchiale di essere all’altezza della sfida che il nostro tempo ci pone.

La proposta dell’Ufficio catechistico – fatta propria con convinzione dal Vescovo – sceglie di investire sulla formazione delle persone, in particolare di persone che possano accompagnare il gruppo dei catechisti a stare nella complessità dell’azione catechistica senza venir meno alla missione di iniziare alla fede. La nuova figura del «Coordinatore – come descrivono bene lo Statuto e le Precisazioni (vedi foto Statuto e BOX 1) – ricorda alla comunità cristiana che un aggiornamento della proposta catechistica può avvenire solo quando il gruppo catechisti viene ingaggiato in un lavoro di lettura della situazione, di ricerca di relazioni significative, di approfondimento delle dinamiche essenziali dell’annuncio cristiano. Non esiste progetto catechistico che possa essere efficace senza una “conversione” dei catechisti entro un cammino comune, che includa e disponga tutta la ricchezza che lo Spirito suscita nella sua Chiesa.

 

L’esperienza del primo anno

Per accompagnare adeguatamente i nuovi «Coordinatori» è attivato un percorso formativo specifico, offerto come luogo significativo di apprendimento e richiesto obbligatoriamente per ricevere il mandato diocesano. Trattandosi di una “figura ministeriale nuova” – almeno nella declinazione dei suoi compiti e nella cornice istituzionale – è parso opportuno non delegare la formazione di queste persone ad altri percorsi già esistenti con finalità più generali, ma progettare un itinerario ad hoc che armonizzi le diverse competenze utili a un buon servizio ecclesiale di coordinamento dei catechisti.

La formazione iniziale prevede 8 weekend distribuiti in due anni: il sabato pomeriggio dalle 15 alle 22, la domenica dalle 9 alle 16. Sono tre le principali attenzioni sviluppate: la dimensione teologica mette in contatto con il pensiero cristiano e il Magistero della Chiesa circa il divenire cristiani, l’evangelizzazione, gli orientamenti pratici dell’azione educativa nelle parrocchie; la dimensione antropologica aiuta ad approfondire gli aspetti della relazione educativa con i ragazzi, fornendo anche conoscenze sul loro sviluppo evolutivo; la dimensione relazionale fornisce strumenti per il lavoro in équipe, la progettazione degli itinerari, la comunicazione tra adulti.

I quattro weekend realizzati nel 2018 hanno visto la partecipazione di una nutrita squadra di docenti, che con competenze e approcci diversi hanno reso poliedrica e stimolante l’intera esperienza: Alessandro Raso e Chiara Burani del Coordinamento diocesano “Granello di Senapa”, i formatori Duccio Simonelli e Daniele Castellari già collaboratori dell’Ufficio per altre iniziative, i biblisti don Matteo Mioni e don Carlo Pagliari, il parroco don Roberto Bertoldi e Carla Arati dell’UP Madonna della Neve, la pedagogista dell’Università Cattolica Alessandra Augelli, Antonio Torlai professionista in ambito aziendale di dinamiche comunicative e gestionali.

La verifica in corso con i «Coordinatori» che hanno partecipato permetterà certamente di migliorare la proposta, che muovendo i primi passi attende di essere calibrata sulla base delle osservazioni raccolte. Sorprendente è stata, tuttavia, l’intensità del clima fraterno che tante ore di formazione vissute insieme hanno reso possibile grazie alla disponibilità e alla predisposizione dei partecipanti. Di fatto, abbiamo assistito alla nascita di un luogo significativo non soltanto per i contenuti appresi e gli strumenti ricevuti ma anche significativamente per la possibilità di un confronto tra persone che nelle proprie parrocchie svolgono un servizio simile e spesso non hanno con chi confrontarsi in modo stabile e vicendevole (vedi BOX 2).

 

Per chi?

Nelle scorse settimane tutti i Parroci sono stati raggiunti da una mail – come già un anno fa – con le informazioni necessarie e l’invito, nella massima libertà, ad aderire al progetto. Le possibilità sono diverse: indicare un Coordinatore per ogni parrocchia, indicare un Coordinatore per i gruppi delle elementari e uno per i gruppi delle medie, indicare un Coordinatore per tutta l’UP, …anche indicare nessuno! Crediamo nella validità della proposta, ma riteniamo che ciascuna Parrocchia/UP debba discernere se ci sono le condizioni non semplicemente “per mandare una persona a formarsi” ma essenzialmente “per avviare un lavoro di équipe del gruppo catechisti”. Si ricorda che non sono richieste particolari qualifiche teologiche di partenza, ma piuttosto un’essenziale attitudine alla relazione e la disponibilità a formarsi; è opportuno che sia una persona apprezzata dai catechisti; è necessario che ci siano le condizioni per una collaborazione leale con il Parroco. La presenza di un «Coordinatore» non vuole sostituirsi ad eventuali Commissioni/équipes già presenti, ma invece incoraggiarle e sostenerle. Per ogni necessità di chiarimento o di confronto, l’Ufficio è a disposizione.

 

BOX 1

«Precisazioni» dell’Ufficio Catechistico Diocesano (cfr. Statuto, n. 4)

 

  1. Si intende promuovere il «Coordinatore dei catechisti» come un Incarico nuovo nella comunità ecclesiale:
  • riconosciuto dalla Diocesi quale “ministero di fatto” attraverso uno statuto che ne specifichi i compiti essenziali;
  • affidato dal Vescovo alla persona segnalata dal parroco con un mandato temporaneo e non rinnovabile (5 anni);
  • finalità del ministero del Coordinatore dei catechisti non è “fare quello che un tempo faceva il parroco” (ossia ricevere una delega); si tratta invece di creare una figura nuova nella prospettiva della corresponsabilità pastorale, il cui compito deriva dalla sua disponibilità battesimale all’edificazione ecclesiale e solo in parte da una delega di mansioni da parte del parroco.

 

  1. I due compiti fondamentali richiesti al Coordinatore mettono in luce che il suo servizio si comprende anzitutto in relazione alla missione di edificare la comunità ecclesiale attraverso l’accompagnamento delle persone; non si definisce cioè primariamente per mansioni pratiche e organizzative (che pure ci sono).

*Il Coordinatore dei catechisti si prende cura delle relazioni tra i catechisti, favorendo uno spirito fraterno e un clima collaborativo, aiutando tutti a lavorare come équipe. La necessità di questo importante servizio si fonda sulla consapevolezza che il gruppo catechisti è come il motore della proposta della comunità cristiana, e che solo un coinvolgimento di tutti i catechisti insieme può rendere più efficace l’azione di ciascuno. […]

*Il Coordinatore dei catechisti porta contributi per il rinnovamento della catechesi, aprendo la comunità a esperienze diverse dalla propria, approfondendo le motivazioni delle nuove proposte e proponendo piccoli suggerimenti di cambiamento. […]

 

 

BOX 2

Respiro di Chiesa, volti e persone

Si possono servire il Signore e la Chiesa in modi diversi e con stili diversi: la chiamata che abbiamo ricevuto ad accompagnare il gruppo dei catechisti nelle nostre comunità parrocchiali o nelle nostre Unità pastorali è sicuramente una sfida alta, ma necessaria per annunciare il Vangelo nei nuovi contesti in cui viviamo. Gli incontri di formazione per coordinatori sono per noi un’occasione di formazione spirituale e metodologica, in cui non mancano spazi di confronto, di contaminazione di idee, il tutto in un clima sempre più familiare e fraterno. Tutti i coordinatori vengono da comunità con storie e cammini differenti, ognuno portando la propria esperienza e il proprio vissuto cristiani: questo clima ci permette di tenere lo sguardo sempre alto, avere un respiro di Chiesa allargato alla realtà diocesana, senza dimenticare i volti e le persone che ci vengono affidate e con cui camminiamo ogni giorno.

 

Francesco, Aiola

 

BOX 3 in evidenza

Le Parrocchie e/o le Unità pastorali che intendono indicare una persona affinché partecipi al percorso di formazione a partire da marzo 2019 e riceva il mandato diocesano come «Coordinatore dei catechisti» devono comunicare il nominativo all’Ufficio catechistico diocesano entro il 31 gennaio 2019.

0522 515953 – ucd@diocesi.re.itcatechesi@labottegadinazareth.it